Allora sì, in questo periodo non faccio altro che leggere romanzi in cui si parla di cuoche, corsi di cucina, profumi di spezie e calore di fornelli. E' un periodo difficile e cucinare è come sempre un modo per distendere la mente, lasciar scorrere i pensieri e "ricomporre i tasselli".
Molto spesso, nella vita, mi son sentita composta da tante piccole tessere di un puzzle; con fatica e tanto impegno ho aggiunto tessere su tessere fino a comporre quella che sono ma a volte le insoddisfazioni e le preoccupazione mi sembra siano capaci di incrinare quegli incastri perfetti facendo sgretolare parte di me, quello in cui credo e quello che amo. Vi sembrerà assurdo ma la cucina mi aiuta a "ricompormi", mi aiuta a fare in modo che quei pezzi si risaldino fra loro..fino alla prossima giornata. Quando ho letto "La scuola degli ingredienti segreti" di Erica Bauermeister sono rimansta esterrefatta di quanto riuscisse a spiegare bene come un singolo ingrediente sia in grado di operare questo miracolo aiutandoci a ricomporre tutte le tessere del puzzle.
"La polpa le toccò la lingua e il gusto saettò attraverso di lei, pieno, ricco e complesso, denso come un lungo bacio profondo. Diede un altro morso e sentì i piedi piantarsi più saldamente a terra e il resto di lei confluire in un fiume di zenzero e aglio e limone e vino. Rimase immobile, persino dopo che quel boccone e il seguente e quello dopo ancora scomparvero, sentendo il fiume serpeggiarle fino alle dita delle mani, le dita dei piedi, la pancia, la base della spina dorsale, saldando tutti i suoi pezzi in qualcosa di tiepido e dorato. Inspirò a fondo, e in quell'unico momento tranquillo sentì che si stava ricomponendo.
Lentamente, riaprì gli occhi."
Non è Hemingway, Eco o Murakami, ma io quel fiume di zenzero, aglio e limone capace di saldare tutto in qualcosa di tipido e dorato riesco a sentirlo...
A proposito lì si sta parlando di un granchio, ma non è la ricetta che vi presento stasera, per quella dovrete sfogliare ancora qualche pagina!
Ingredienti (per 2 persone)
Semola di grano duro 200g
1 uovo
1 spicchio di zucca mantovana
burro 100g
1/2 scalogno
granella di nocciole
parmigiano reggiano 100g
sale, pepe, noce moscata
Preparare sulla spianatoia la semola di grano duro a fontana, fare un buco nel mezzo e rompere le uova. Sbattere le uova amalgamandole poco alla volta alla semola. Impastare energicamente fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea quindi lasciare riposare per circa 30 minuti. Accendere il forno a 200°C e cuocere la zucca su una teglia. Una volta cotta schiacciare la polpa con una forchetta aggiungendo il parmigiano, una presa di sale, pepe e noce moscata. Trascorsi i 30 minuti stendere la pasta in modo da renderla sottile circa 3 mm. Dividere la sfoglia in due e su una disporre dei cucchiaini di ripieno alla zucca (distanziandoli di circa 3-4 cm). Bagnare leggermente i bordi di ciascun raviolo e coprire il tutto con l'altra sfoglia. Ricavare i ravioli dalla pasta ritagliandoli con una rondella taglia ravioli
Cuocere i ravioli in una pentola di acqua salata fino a che non vengono a galla.
Tagliare a dadini molto piccoli lo scalogno quindi farlo imbiondire in una padella in cui si è fatto precedentemente sciogliere il burro. Aggiungere la granella di nocciole, lasciare insaporire e versare sui ravioli scolati. Aggiungere una spolverata di parmigiano a piacere.
