Gusci di frolla al cacao con ganache al cioccolato bianco e fragoline di bosco

E' ufficiale sono commossa.
E' domenica mattina, c'è il sole, l'aria è tiepida, casa è pulita e la spesa fatta, ma sopratutto la mia dolce metà è andata al parco con l'indomabile gnoma e questo significa...silenzio.
Lo so, povera gnoma, ma che madre sei? penserete voi, ma non sono io a gioire infatti, sono le mie orecchie (che notoriamente comunicano poco con il mio cervello). In questo clima di pace celestiale preparo queste crostatine mignon perchè proprio ieri sono arrivate appena colte delle profumatissime fragoline di bosco e sarebbe un peccato non onorarle a dovere!



Brownies cioccolato fondente e ciliegie


Ci sono dei sapori e dei profumi che inevitabilmente ci riportano alla mente momenti particolari della nostra vita, anche se a volte non sappiamo neanche che questi momenti abbiamo un profondo bisogno di ricordarli. Pensavo a questo mentre assaggiavo i brownies che avevo preparato e mi è venuto in mente il libro di Muriel Barbery, Estasi culinarie: "Morirò, e non riesco a ricordare un sapore che mi frulla nel cuore. So che quel sapore è la verità prima e ultima di tutta la mia vita, e possiede la chiave di un cuore che da allora ho messo a tacere...Un sapore dimenticato, annidato nel più profondo di me stesso e che, alle soglie della morte, si manifesta come l'unica verità che in vita mia sia stata detta-o messa in pratica. Lo cerco, e non lo trovo".
E ho pensato che se mi è venuta voglia di cucinare i brownies forse e' perchè ho bisogno di ricordare quei giorni in cui la vita era pura opportunità, soddisfazione verso quello che si era riusciti a diventare e fiducia nel futuro. 
A quando quell'odore profumava i lab-meeting col Prof, Matt, Sevi e Nazanin e il sapore amaro del cioccolato fondente e dolce delle ciliegie mature era in armonia perfetta con l'odore di erba appena tagliata e con le mille lucciole che nell'afa della sera dai prati salivano verso il cielo.

 Le caratteristiche principali dei brownies sono due: la superficie deve essere lucida e croccante e l'interno deve rimanere ai limiti del crudo, si deve praticamente sciogliere in bocca. Per avere un risultato perfetto dovete giocare un po' col vostro forno e capire qual è la posizione e il tempo necessario ottimale, qui la ricetta che ho seguito io, non ci vuole molto e se riuscite a fare un piccolo sforzo stasera domani mattina avrete una dolcissima colazione ad aspettarvi!


 
Ingredienti (per una teglia 24x24)
- 2 uova medie
- 120 gr di zucchero
- 120 gr di farina
- 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
- 200 gr di cioccolato fondente
- 175 gr di burro
- 1 cucchiaino di lievito chimico in polvere
- 10 ciliegie

Tagliate il cioccolato fondente a scaglie e fatelo sciogliere a bagnomaria assieme al burro. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire.
Nella planetaria unite le uova e lo zucchero e montate per qualche minuto; unite il cioccolato fuso con il burro. Setacciate la farina con il lievito e il cacao amaro e unitela al composto.
Snocciolate le ciliegie e tagliatele a metà. Versate il composto in uno stampo rettangolare (oppure uno tondo) rivestito di carta forno. Spargete sulla superficie le ciliege e infornate in forno caldo a 180 gradi per 40-50 minuti.
Lasciate raffreddare la torta prima di tirarla fuori dallo stampo e tagliatela a cubetti.




Trittico di asparagi bianchi di Terlano

Ed ecco una nuova ideona della mamma: "Che ne dici di prendere un po' di ferie e passare qualche giorno a Bolzano con la nana?" Ho finto di non notare il brivido che percorreva la schiena della mia dolce meta', il sopracciglio tremante, le ginocchia cedevoli e ho cominciato a elencare tutte le qualita' di quella che mi sembrava una vacanza tutto relax e divertimento: aria pulita di montagna, parchi ogni cento metri dove intrattenere la piccola gnometta urlante, passeggiate, escursioni in bici.
Non so perche' avevo questa immagine di "Famiglia Mulino Bianco" con sorriso a 36 denti che con occhiale da sole griffato e caschetto colorato pedalava la' sui monti con Annette...
Che poi io gli occhiali li ho persi, la nana li ha di Minnie e l'amorino e' ciechetto come una talpa quindi e' meglio che tenga su quelli da vista, quindi mi chiedo: come ho fatto a non vedere i segnali? E si' che la vacanza in Provenza, dove per la prima volta nella vita mi e' scoppiato un fantastico herpes da esaurimento nervoso,  era ancora li' vivida nella mia mente...
Beh comunque l'aria pulita di montagna c'era, i parchi anche, passeggiate e escursioni in bici...diciamo piu' corse forsennate per raggiungere da un paccu (traduzione dallo gnomese: parco) quello successivo, mentre la nana si dimenava come posseduta urlando: "attro paccu" e in noi la bile cresceva. Pero' non e' stato solo questo eh..c'e' stato anche il maritino che con naso alla Mastro ciliegia e tosse tubercolotica si agirava per la camera dicendo: "Sono prigioniero del mio muco" (mmm...direi che siamo leggermente vulnerabili agli spot pubblicitari), la nana che in piena cena ristorante 3 forchette Michelin cantava a squarciagola: "Bacca, bacchetta" (trad. Barca, barchetta...vai sul lungomar ancora non l'abbiamo imparato) in pieno spirito alpino, e poi prati verdi, ciliegi in fiore, io che vado in bicicletta senza cadere...bei momenti insomma!
La lezione che ho imparato e': mai programmare una vacanza con la gnometta dalla durata inferiore di 15 giorni, tempo minimo di ambientanzione almeno fino ai 5 anni (saro' ottimista???).

Comunque tutto questo preambolo per dirvi che uno dei prodotti tipici che si puo' trovare nella meravigliosa Bolzano sono gli asparagi altoatesini, quelli bianchi per intenderci, che rimiravo al mercato ogni volta che mi trovavo ad attraversarlo per raggiungere uno dei famigerati parchi giochi...potevo lasciarmeli scappare? che tanto la famiglia Brambilla in vacanza si riconosce anche per buste e bagagli che ha a seguito e uno spazietto sul passeggino era proprio rimasto libero...


 Ho provato tre ricette con questi asparagi: un'insalata di polpo con asparagi e olive al forno, un risotto con dadolata di speck e asparagi in cestino di parmigiano e per finire una mini quiche con robiola, speck e asparagi con brisee integrale...la cosa che mi ha soddisfatto di piu' e' stata l'insalata di polpo, mentre il sapore deciso del parmigiano  tende a coprire quello delicato degli asparagi, sulla quiche niente da dire :)
Spero che abbiate passato una buona Pasqua voi..buona e bella, come una bimba che uscendo dalla sala dopo l'ultima colazione del nostro viaggio si volata e agitando la manina dice ad alta voce: "Ciao a tutti!"






Ciambelle fritte mignon

 
L' ho fatta arrivare tiepida su un tovagliolo e l'ho poggiata vicino a lui che armeggiava al computer. Si è girato, l'ha guardata e mi ha ripetuto fissandomi l'annosa domanda: "Ma il cioccolato dentro c'è?"
"No", gli ho risposto continuando a guardarlo. 
Ha fatto un sorrisetto sornione e l'ha presa con una mano...un boccone ed era andata. 

Stavolta ci sono riuscita, la perseveranza paga...mica si possono fare solo dolci col cioccolato, no?

Anche quest'anno il carnevale è quasi passato e nella frenesia generale neanche me ne sono accorta! Un dolce tipico però volevo proprio farlo e per non cadere nelle banalità mi sono cimentata nelle graffe napoletane..in realtà non le ho mai assaggiate, quindi non sapendo se la ricetta ricalcava fedelmente quella originale ho preferito chiamarle semplicemente ciambelle fritte e non incorrere nell'ira funesta di qualche amico partenopeo...se quindi avete correzioni e suggerimenti siete benvenuti!
Essendo un dolce fritto e non propriamente leggero ne ho preparato una versione mignon, da un boccone e via appunto, ottime per stuzzicare un dolcetto fuori orario, per cominciare degnamente la domenica o per una festa tra bimbetti.

La ricetta è espressamente per Alessandro che non si spaventa davanti alle lunghe lievitazioni e che certo, un pezzetto del suo pane a doppia lievitazione potrebbe anche farcelo assaggiare!!!
;)

Ingredienti (per 20 ciambelle)

  • 40 g di zucchero,
  • 200 g di farina,
  • 30 g di burro,
  • 40 ml di latte
  • 150 g di patate,
  • 10 g di lievito di birra,
  • 1 uovo,
  • mezzo cucchiaino di miele,
  • buccia grattugiata di mezzo limone,
Lessate una patata media dal peso di circa 150g, poi pelatela e fatela freddare.
Sciogliete metà dello zucchero nel latte tiepido, unite il lievito di birra e 40 g di farina, mischiate l'impasto, copritelo con una pellicola trasparente e lasciate livitare per almeno un’ora, in ambiente tiepido.

Versate la rimanente farina in una terrina, aggiungete la patata schiacciata, lo zucchero rimanente, un pizzico di sale, il miele, la buccia grattugiata del limone e l'uovo. A questo composto unite l’impasto lievitato in precedenza , poi aggiungete il burro a temperatura ambiente, spezzettandolo con le mani.
Io a questo punto metto tutto nell'impastatrice e lo lavoro almeno 10 minuti fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.  Infarinate quindi il composto e lasciatelo lievitare coperto per almeno due ore.

Una volta raddoppiato il suo volume, prendete l’impasto e rovesciatelo sul piano di lavoro infarinato,  stendetelo fino a circa 1,5 cm di altezza. Tagliate con un coppapasta da 4 cm di diametro e forate le ciambelle al centro con un beccuccio da sac a poche

Appoggiatele sul piano da lavoro e coprite le ciambelline con un canovaccio,  lasciatele riposare per un’altra ora.

Friggete le ciambelle in abbondante olio di semi di arachide,fino a quando non sono gonfie e dorate.
Cospargetele con lo zucchero semolato.







Tiramisu' al panettone

Quando si dice non rendersi conto del tempo che passa...se non sbaglio l'ultimo post risale ai primi di dicembre, ora siamo ai primi di febbraio quindi due mesi, due mesi di...vediamo...
compleanni di nane che crescono, bambini scorrazzanti per casa, urla, calzini che volano, dita schiacciate sotto la porta, prime vere parole, influenze, tagli di capelli improbabili, colori di capelli improbabili, papa' con la barba, astinenza da sonno, diete cominciate, poi smesse, cominciate di nuovo e rismesse, amici che tornano, amici che partono, amici che cambiano ma poi per fortuna tornano com'erano...
...vita che va in fretta, ti scorre fra le dita e non rallenta , provi a stringerla nel pugno, ma ti ritrovi a non renderti neanche conto di quanto tempo e' passato.
Tra i propositi per il nuovo anno c'era quello di prendere tutto con piu' calma, di godersi ogni piccolo momento del giorno, dal profumo di caffe' appena sveglia al vento freddo che profuma di sera quando torni da lavoro col buio.
Rallentare, per adesso e' rimasto un bel proposito, ma siamo solo a febbraio, sono fiduciosa...
Tra gli altri propositi c'era recuperare, riuscire a creare qualcosa di buono con quello che c'e', aprire la dispensa, frugare un po' dentro, accoppiare gli ingredienti e vedere cosa esce fuori.
Questo e' stato un vero e proprio riciclo di panettone, uno di quei dolci natalizi che da noi, non essendoci il cioccolato, non va per la maggiore! L'ho nascosto un paio di volte alla vista della mia dolce meta', che gia' faceva largo nella pattumiera; l'ho infilato dietro pacchi di zucchero e farina per far perdere le sue tracce, spostato da un mobile all'altro con la velocita' di un prestigiatore, ma io ho sposato un uomo astuto e alla fine ho fatto l'unica cosa fosse in mio potere per salvarlo: l'ho inzuppato nel caffe'! Coperto con soffice crema al mascarpone (rigorosamente pastorizzata) e spolverato con un velo di cacao. L'ha riconosciuto (forse l'uvetta?) dall'unico quadratino assaggiato...goduriosissimo!