Risotto agli asparagi selvatici in cestino di parmigiano


Sono in fase di sperimentazioni e, come al solito, chi ne fa le spese e' la mia dolce meta' che oggi sperimenta questo risottino. Gli asparagi selvatici provengono dalla casa in campagna; colti uno per uno nel primo dopopranzo (per smaltire la quantita' illimitata di pizza sfornata dall'inossidabile forno a legna) non potevano non finire in un delizioso e leggerissimo risotto vegetariano. Per accompagnare il sapore delicato del risotto ho pensato ad un bel formaggio saporito, il parmigiano, che non e' stato utilizzato solo per mantecare ma anche come "piatto da portata", da qui il cestino (che e', vedrete, un'altra mia fissazione! Gli amici del liceo ancora mi prendono in giro per le mie famose "perle di pera in cestino di grana" anche se, in quel caso, l'ilarita' era dovuta la fatto che, agli albori della mia passione culinaria, pretendevo di utilizzare per la preparazione delle perle, non lo scavino da frutta ma una paletta per gelato!)


 Ingredienti per 2 persone
  
Parmigiano grattuggiato
un mazzatto di asparagi
140g di riso originario
un tegamino di brodo
aglio, olio evo, sale e pepe e quanche foglia di menta

Per i cestini: prendete un pentolino antiaderente e fatelo riscaldare sul fuoco, versare circa 2/3 cucchiai di parmigiano grattuggiato in modo di coprire tutta la base del pentolino. Lasciare sciogliere il formaggio. Quando ancora la sfoglia di formaggio e' calda e morbida, toglierla dal pentolino e adagiarla su una tazza capovolta per dare forma al cestino. Lasciare raffreddare.

Per il risotto: far soffriggere uno spicchio di aglio nell'olio caldo. Pulire gli asparagi spezzetandoli a partire dalla punta fino a meta' gambo. Trasferire gli asparagi spezzettati nel soffritto e far cuocere per un paio di minuti. Aggiungere il riso, farlo tostare nel tegame affinche' rimanga al dente durante la cottura quindi cominciare a bagnare con il brodo precedentemente preparato in un tegamino. Continuare ad aggiungere il brodo e a girare il risotto finche' il riso non risulti al dente (ci vuole circa un quarto d'ora) quindi mantecare con una noce di burro e una manciata di parmigiano grattuggiato. Trasferire il riso nei cestini preparati e servire!




Maftoul con pesce e verdure





E' stato un risveglio amaro dettato da quattro parole: "Hanno trovato il corpo"


"Restiamo Umani e' l'adagio con cui firmavo i pezzi per il Manifesto e per il blog. E' un invito a ricordarsi della natura dell'uomo. Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini alla stessa famiglia che e' la famiglia umana..." (Vittorio Arrigoni)

Essere uno scudo umano....
Partecipare a battute di pesca e raccolti con un megafono in mano pronto a urlare "non sparate, siamo civili disarmati, non sparate"alle prime raffiche di mitra.

"Il nostro obiettivo è rompere l'assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese. Importando a Gaza, insieme a qualche genere di prima necessità, anche noi stessi: insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani. Desideriamo andare ad aiutare nelle scuole, negli ospedali, sulle ambulanze. Sebbene cittadini di 18 nazionalità diverse, ci sentiamo tutti appartenere a un medesimo emisfero del mondo, che ripudia la violenza che offende e opprime, quel totalitarismo mascherato da leggitima difesa che reclude in una prigione a cielo aperto un milione e mezzo di persone, come oggi è ridotta la popolazione di Gaza."(Vittorio Arrigoni -24.08.2008)

In questi giorni in cui si susseguono messaggi di cordoglio piu' o meno sentiti e commenti di tutti i tipi mi chiedo cosa risponderemmo se ci domandassero: "Saresti disposto ad abbandonare la tua casa e trasferirti in un paese in guerra per fare da scudo umano a persone che credi innocenti?" Prima di qualunque commento pensiamo a che risposta daremmo.


Ho cominciato a cucinare per tenere la mente occupata, e' uscito questo maftoul con pesce e verdure.
Maftoul e' il nome del couscous in Palestina, Giordania e Libano. Quello che ho utilizzato e' di altromercato. Viene lavorato artigianalmente dalle donne della cooperativa di Parc, un'organizzazione no profit che opera per lo sviluppo agricolo rurale in tutta la Palestina.




Ingredienti


1 tazza di maftoul
2 tazze di acqua (brodo se volete renderlo piu' saporito)
1 peperone rosso grande
3 carote medie
2 zucchine medie
1/2 scalogno
1 filetto di trota
olio evo,
sale


Versare il maftoul in tegame col fondo alto e lasciare tostare per un paio di minuti. Aggiungere l'acqua, chiudere con il coperchio il tegame e lasciar cuocere per 15 minuti a fuoco medio. Tagliare lo scalogno a cubetti e lasciar soffriggere nell'olio fino a quando non diventa trasparente. Nel frattempo tagliare tutte le verdure a cubetti, aggiungere al soffritto le carote, dopo un paio di minuti i peperoni e infine le zucchine. Per mantenere le verdure croccanti lasciarle cuocere senza coperchio, girando spesso e aggiungendo un po' di olio se tendono ad attaccarsi. 
In una vaporiera intanto lasciar cuocere il pesce per 10 minuti, quindi spinarlo ed aggiungerlo alle verdure. Aggiungere il maftoul mescolando bene e lasciando insaporire per non piu' di 2 minuti.




Aharon Shabtai è considerato uno dei poeti contemporanei più importanti in Israele. Da anni nella lista degli intellettuali dissidenti accusa il suo Paese di crimini contro l’umanità, rifiutando di abbandonare la sua fede nei valori morali della società Israeliana e di tacere di fronte alle violenze.
  
Pasqua

Invece di far bollire
pentole e piatti,
fregatevi il cuore
con lana d'acciaio.
Voi leggete l'Haggadah
come maiali, che
messi davanti a un tavolo
rovisterebbero nel piatto
in cerca di prezzemolo o gnocchi.
Ma la Pasqua, è più forte di voi.
Uscite fuori a guardare:
gli schiavi si stanno sollevando,
una mano coraggiosa
sta seppellendo il suo oppressore
sotto la sabbia.
Ecco il vostro Faraone
stupido e crudele,
che spedisce le sue truppe
con i carri da guerra,
ed ecco il mare della libertà
che li inghiotte.

(Aharon Shabtai)
 

Restiamo Umani

Orata al cartoccio ai profumi mediterranei

 
 
Non posso crederci...finalmente la primavera e' arrivata!! Via i maglioni a collo alto, via gli ombrelli e le galosce, tutto torna in cantina fino al prossimo inverno. I prati son pieni di margherite, le prime gemme verde tenero cominciano a comparire sui rami ancora spogli e quel tepore che si sente nell'aria alle 7 di sera fa proprio venir voglia di un aperitivo con gli amici da sorseggiare fuori in piazza.

 




Quindi via libera a piatti leggeri e profumati, niente piu' salse o sughi pesanti che in inverno ci aiutano a metter su un po' di quella ciccia che ci tiene al caldo nella stagione fredda; da oggi tornano pomodori rossi e succosi, basilico fresco e profumato, origano, capperi, rosmarino e chi piu' ne ha piu' ne metta!

Ingredienti

2 piccole orate
1 pomodoro rosso maturo
2 rametti di rosmarino
2 spicchi d'aglio
due fettine di limone
due fogli di carta argentata
sale, pepe, olio evo

Condire ogni orata con uno spicchio di aglio tagliato a fettine, un rametto di rosmarino, il limone, qualche grano di sale grosso, pepe e qualche goccio di olio evo.
Tagliare a cubetti il pomodoro, poggiare le orate nel foglio di alluminio e condire con meta' pomodoro, origano sale pepe e olio. Incartare le orate con il foglio di alluminio e cuocere nel forno preriscaldato a 200 gradi per 30 minuti.