Muffin alle more


Ricominciare a cucinare e' un sollievo... sara' che son passate le nausee, il mal di stomaco e la stanchezza infinita; sara' che riesco di nuovo a sentire i sapori e gli odori non mi danno piu' fastidio, sara'...ma da quando dal forno esce di nuovo quel profumo delizioso e inconfondibile di dolce ormai pronto ho l'impressione di essermi riappropriata a piccoli passi di me.
I primi mesi son stati strani: assoluta mancanza di controllo sul mio corpo, una sensazione di continuo cambiamento talmente rapida da non riuscire ad essere afferrata e assaporata a dovere...ora invece, ora che il fisico non lascia piu' adito a dubbi, ho piu' la sensazione di un percorso da fare assieme in cui non son piu' un contenitore passivo ma una compagna e forse, con un po' di coraggio, anche una guida. E comincio da quello che amo e conosco di piu': l'emozione di un libro letto ad alta voce, ascoltare, ascoltarsi sperando che un po' di quella melodia arrivi anche alle sue orecchie; una passeggiata in campagna per riempirsi i polmoni di aria pulita e gli occhi di rovi di more, more ancora piene di brina.

Le descrivo la luce che filtra tra le foglie piu' in basso, li' dove si trovano le more piu' turgide e mature; il loro colore che da pece si trasforma in sangue quando se ne coglie una con troppa veemenza; i graffi su braccia e gambe inferti dai rovi che cercano di conservare il loro tesoro. Non le descrivo la gioia nel vedere un cesto pieno di questi frutti meravigliosi perche' spero riesca a sentirla dentro di me.


                                     

Alla fine, come sempre, ho esagerato: 4 kg di more son troppi anche per me e al decimo barattolo di marmellata cominciavano a esserlo anche per la mia schiena, i miei reni e la mia piccoletta che ha comiciato a far capriole! E dopo tanto girare che scegliere se non una ricetta in cui bisogna mescolare pochissimo? La ricetta originale, poi un po' modificata da me, ma soprattutto gli utili consigli,  sono di Anice&Cannella.

Muffin alle more

Ingredienti secchi
290 gr di farina 00
170 gr di zucchero
2 cucchiaini e 1/2 di lievito

1/4 di cucchiaino di sale


Ingredienti umidi
65 gr di olio
1 uovo
220 ml di latte

150g di more intere


Mischiare in una ciotola gli ingredienti secchi setacciati e in un'altra quelli umidi: sbattere un poco l'uovo e aggiungere il latte e l'olio. Aggiungere agli ingredienti secchi quelli umidi quindi per ultime le more.
Non mescolare troppo, ma lasciare l'impasto grumoso cercando anche di non rompere le more. 
Riempire circa 20 pirottini per 3/4 e metterli in una teglia per muffins.
Cuocere a 190°/200° in forno statico per 20 minuti nel ripiano centrale del forno.


Mini Muffin al Formaggio e Semi di Papavero



Dopo aver passato una vita a rimirarli su internet finalmente sono riuscita a frequentare un corso del Gambero Rosso e cosa scegliere se non i miei adorati Muffin???? Postazioni gia' pronte, calici di vino a volonta' e soprattutto un povero lavapiatti che tra una ricetta e l'altra puliva freneticamente tutte le stoviglie che una banda di 25 donne fameliche erano riuscite a sporcare!!! Che volere di piu', quindi, quando poi si va con un'amica che condivide la tua stessa passione??
Siamo uscite mezze brille, con la pancia gonfia e con i nervi finalmente rilassati ... assolutamente da ripetere! Infatti, eccoci qui, tra dolce e salato la mia ricetta preferita non poteva essere che questa soprattutto se accompagnata da una mousse di salmone o prosciutto cotto da usare come farcitura!

Ingredienti (per circa 30 mini muffin)

3 uova
100 g di olio di semi
200 g di yogurt naturale
50 g di pecorino
50 g di parmigiano
250 g di farina 00
4 g di lievito per torte salate (e' la baking powder americana che si compra da Castroni)
sale 
pepe
noce moscata

Rompere le uova e mescolarle con la frusta unire la farina, lo yogurt, l'olio, i formaggi e il lievito alternando i liquidi alle polveri. Completare con sale, pepe e noce moscata. Distribuire il composto negli stampini per mini muffin (io uso un paio di pirrottini della giusta dimensione sovrapposti) e infornare per 20 minuti a 190.

NB Ricordarsi che per tutti i prodotti lievitati il forno deve essere statico, mai ventilato, e la teglia va posizionata nel ripiano centrale.
Buon appetito!



Ravioli alla Zucca con Granella di Nocciole e Scalogno


Allora sì, in questo periodo non faccio altro che leggere romanzi in cui si parla di cuoche, corsi di cucina, profumi di spezie e calore di fornelli. E' un periodo difficile e cucinare è come sempre un modo per distendere la mente, lasciar scorrere i pensieri e "ricomporre i tasselli". 
Molto spesso, nella vita, mi son sentita composta da tante piccole tessere di un puzzle; con fatica e tanto impegno ho aggiunto tessere su tessere fino a comporre quella che sono ma a volte le insoddisfazioni e le preoccupazione mi sembra siano capaci di incrinare quegli incastri perfetti facendo sgretolare parte di me, quello in cui credo e quello che amo. Vi sembrerà assurdo ma la cucina mi aiuta a "ricompormi", mi aiuta a fare in modo che quei pezzi si risaldino fra loro..fino alla prossima giornata. Quando ho letto "La scuola degli ingredienti segreti" di Erica Bauermeister sono rimansta esterrefatta di quanto riuscisse a spiegare bene come un singolo ingrediente sia in grado di operare questo miracolo aiutandoci a ricomporre tutte le tessere del puzzle.
"La polpa le toccò la lingua e il gusto saettò attraverso di lei, pieno, ricco e complesso, denso come un lungo bacio profondo. Diede un altro morso e sentì i piedi piantarsi più saldamente a terra e il resto di lei confluire in un fiume di zenzero e aglio e limone e vino. Rimase immobile, persino dopo che quel boccone e il seguente e quello dopo ancora scomparvero, sentendo il fiume serpeggiarle fino alle dita delle mani, le dita dei piedi, la pancia, la base della spina dorsale, saldando tutti i suoi pezzi in qualcosa di tiepido e dorato. Inspirò a fondo, e in quell'unico momento tranquillo sentì che si stava ricomponendo.
Lentamente, riaprì gli occhi."

Non è Hemingway, Eco o Murakami, ma io quel fiume di zenzero, aglio e limone capace di saldare tutto in qualcosa di tipido e dorato riesco a sentirlo...


A proposito lì si sta parlando di un granchio, ma non è la ricetta che vi presento stasera, per quella dovrete sfogliare ancora qualche pagina!


Ingredienti (per 2 persone)

Semola di grano duro 200g
1 uovo
1 spicchio di zucca mantovana
burro 100g
1/2 scalogno
granella di nocciole
parmigiano reggiano 100g
sale, pepe, noce moscata


Preparare sulla spianatoia la semola di grano duro a fontana, fare un buco nel mezzo e rompere le uova. Sbattere le uova  amalgamandole poco alla volta alla semola. Impastare energicamente fino ad  ottenere una pasta liscia ed omogenea quindi lasciare riposare per circa 30 minuti. Accendere il forno a 200°C e cuocere la zucca su una teglia. Una volta cotta schiacciare la polpa con una forchetta aggiungendo il parmigiano, una presa di sale, pepe e noce moscata. Trascorsi i 30 minuti stendere la pasta in modo da renderla sottile circa 3 mm. Dividere la sfoglia in due e su una disporre dei cucchiaini di ripieno alla zucca (distanziandoli di circa 3-4 cm). Bagnare leggermente i bordi di ciascun raviolo e coprire il tutto con l'altra sfoglia. Ricavare i ravioli dalla pasta ritagliandoli con una rondella taglia ravioli











Cuocere i ravioli in una pentola di acqua salata fino a che non vengono a galla. 
Tagliare a dadini molto piccoli lo scalogno quindi farlo imbiondire in una padella in cui si è fatto precedentemente sciogliere il burro. Aggiungere la granella di nocciole, lasciare insaporire e versare sui ravioli scolati. Aggiungere una spolverata di parmigiano a piacere.

Risotto agli asparagi selvatici in cestino di parmigiano


Sono in fase di sperimentazioni e, come al solito, chi ne fa le spese e' la mia dolce meta' che oggi sperimenta questo risottino. Gli asparagi selvatici provengono dalla casa in campagna; colti uno per uno nel primo dopopranzo (per smaltire la quantita' illimitata di pizza sfornata dall'inossidabile forno a legna) non potevano non finire in un delizioso e leggerissimo risotto vegetariano. Per accompagnare il sapore delicato del risotto ho pensato ad un bel formaggio saporito, il parmigiano, che non e' stato utilizzato solo per mantecare ma anche come "piatto da portata", da qui il cestino (che e', vedrete, un'altra mia fissazione! Gli amici del liceo ancora mi prendono in giro per le mie famose "perle di pera in cestino di grana" anche se, in quel caso, l'ilarita' era dovuta la fatto che, agli albori della mia passione culinaria, pretendevo di utilizzare per la preparazione delle perle, non lo scavino da frutta ma una paletta per gelato!)


 Ingredienti per 2 persone
  
Parmigiano grattuggiato
un mazzatto di asparagi
140g di riso originario
un tegamino di brodo
aglio, olio evo, sale e pepe e quanche foglia di menta

Per i cestini: prendete un pentolino antiaderente e fatelo riscaldare sul fuoco, versare circa 2/3 cucchiai di parmigiano grattuggiato in modo di coprire tutta la base del pentolino. Lasciare sciogliere il formaggio. Quando ancora la sfoglia di formaggio e' calda e morbida, toglierla dal pentolino e adagiarla su una tazza capovolta per dare forma al cestino. Lasciare raffreddare.

Per il risotto: far soffriggere uno spicchio di aglio nell'olio caldo. Pulire gli asparagi spezzetandoli a partire dalla punta fino a meta' gambo. Trasferire gli asparagi spezzettati nel soffritto e far cuocere per un paio di minuti. Aggiungere il riso, farlo tostare nel tegame affinche' rimanga al dente durante la cottura quindi cominciare a bagnare con il brodo precedentemente preparato in un tegamino. Continuare ad aggiungere il brodo e a girare il risotto finche' il riso non risulti al dente (ci vuole circa un quarto d'ora) quindi mantecare con una noce di burro e una manciata di parmigiano grattuggiato. Trasferire il riso nei cestini preparati e servire!




Maftoul con pesce e verdure





E' stato un risveglio amaro dettato da quattro parole: "Hanno trovato il corpo"


"Restiamo Umani e' l'adagio con cui firmavo i pezzi per il Manifesto e per il blog. E' un invito a ricordarsi della natura dell'uomo. Io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere, credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini alla stessa famiglia che e' la famiglia umana..." (Vittorio Arrigoni)

Essere uno scudo umano....
Partecipare a battute di pesca e raccolti con un megafono in mano pronto a urlare "non sparate, siamo civili disarmati, non sparate"alle prime raffiche di mitra.

"Il nostro obiettivo è rompere l'assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese. Importando a Gaza, insieme a qualche genere di prima necessità, anche noi stessi: insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani. Desideriamo andare ad aiutare nelle scuole, negli ospedali, sulle ambulanze. Sebbene cittadini di 18 nazionalità diverse, ci sentiamo tutti appartenere a un medesimo emisfero del mondo, che ripudia la violenza che offende e opprime, quel totalitarismo mascherato da leggitima difesa che reclude in una prigione a cielo aperto un milione e mezzo di persone, come oggi è ridotta la popolazione di Gaza."(Vittorio Arrigoni -24.08.2008)

In questi giorni in cui si susseguono messaggi di cordoglio piu' o meno sentiti e commenti di tutti i tipi mi chiedo cosa risponderemmo se ci domandassero: "Saresti disposto ad abbandonare la tua casa e trasferirti in un paese in guerra per fare da scudo umano a persone che credi innocenti?" Prima di qualunque commento pensiamo a che risposta daremmo.


Ho cominciato a cucinare per tenere la mente occupata, e' uscito questo maftoul con pesce e verdure.
Maftoul e' il nome del couscous in Palestina, Giordania e Libano. Quello che ho utilizzato e' di altromercato. Viene lavorato artigianalmente dalle donne della cooperativa di Parc, un'organizzazione no profit che opera per lo sviluppo agricolo rurale in tutta la Palestina.




Ingredienti


1 tazza di maftoul
2 tazze di acqua (brodo se volete renderlo piu' saporito)
1 peperone rosso grande
3 carote medie
2 zucchine medie
1/2 scalogno
1 filetto di trota
olio evo,
sale


Versare il maftoul in tegame col fondo alto e lasciare tostare per un paio di minuti. Aggiungere l'acqua, chiudere con il coperchio il tegame e lasciar cuocere per 15 minuti a fuoco medio. Tagliare lo scalogno a cubetti e lasciar soffriggere nell'olio fino a quando non diventa trasparente. Nel frattempo tagliare tutte le verdure a cubetti, aggiungere al soffritto le carote, dopo un paio di minuti i peperoni e infine le zucchine. Per mantenere le verdure croccanti lasciarle cuocere senza coperchio, girando spesso e aggiungendo un po' di olio se tendono ad attaccarsi. 
In una vaporiera intanto lasciar cuocere il pesce per 10 minuti, quindi spinarlo ed aggiungerlo alle verdure. Aggiungere il maftoul mescolando bene e lasciando insaporire per non piu' di 2 minuti.




Aharon Shabtai è considerato uno dei poeti contemporanei più importanti in Israele. Da anni nella lista degli intellettuali dissidenti accusa il suo Paese di crimini contro l’umanità, rifiutando di abbandonare la sua fede nei valori morali della società Israeliana e di tacere di fronte alle violenze.
  
Pasqua

Invece di far bollire
pentole e piatti,
fregatevi il cuore
con lana d'acciaio.
Voi leggete l'Haggadah
come maiali, che
messi davanti a un tavolo
rovisterebbero nel piatto
in cerca di prezzemolo o gnocchi.
Ma la Pasqua, è più forte di voi.
Uscite fuori a guardare:
gli schiavi si stanno sollevando,
una mano coraggiosa
sta seppellendo il suo oppressore
sotto la sabbia.
Ecco il vostro Faraone
stupido e crudele,
che spedisce le sue truppe
con i carri da guerra,
ed ecco il mare della libertà
che li inghiotte.

(Aharon Shabtai)
 

Restiamo Umani

Orata al cartoccio ai profumi mediterranei

 
 
Non posso crederci...finalmente la primavera e' arrivata!! Via i maglioni a collo alto, via gli ombrelli e le galosce, tutto torna in cantina fino al prossimo inverno. I prati son pieni di margherite, le prime gemme verde tenero cominciano a comparire sui rami ancora spogli e quel tepore che si sente nell'aria alle 7 di sera fa proprio venir voglia di un aperitivo con gli amici da sorseggiare fuori in piazza.

 




Quindi via libera a piatti leggeri e profumati, niente piu' salse o sughi pesanti che in inverno ci aiutano a metter su un po' di quella ciccia che ci tiene al caldo nella stagione fredda; da oggi tornano pomodori rossi e succosi, basilico fresco e profumato, origano, capperi, rosmarino e chi piu' ne ha piu' ne metta!

Ingredienti

2 piccole orate
1 pomodoro rosso maturo
2 rametti di rosmarino
2 spicchi d'aglio
due fettine di limone
due fogli di carta argentata
sale, pepe, olio evo

Condire ogni orata con uno spicchio di aglio tagliato a fettine, un rametto di rosmarino, il limone, qualche grano di sale grosso, pepe e qualche goccio di olio evo.
Tagliare a cubetti il pomodoro, poggiare le orate nel foglio di alluminio e condire con meta' pomodoro, origano sale pepe e olio. Incartare le orate con il foglio di alluminio e cuocere nel forno preriscaldato a 200 gradi per 30 minuti.


Donazioni in favore delle vittime del terremoto della regione del Tohoku e del Pacifico:

Banca: Sumitomo Mitsui Banking Corporation
Filiale: Ginza
Numero di conto.: 8047670 (conto corrente ordinario)
Codice Swift: SMBC JP JT
Intestatario: The Japanese Red Cross Society
Indirizzo: 1-1-3 Shiba-Daimon Minato-ku, Tokyo JAPAN

Sushi Time



Non c'e' una parola adatta a descrivere l'immensa tristezza che mi pervade ogni volta accendo la TV in attesa di un notiziario. Ogni campo allagato mi ricorda gli argini puliti dove si susseguono ordinati campi da calcio; ogni tetto che vedo gallegiare sull'acqua un tempio, maestoso e solenne. L'amore per il Giappone, per fortuna condiviso da mio marito, e' una delle caratteristiche distintive del mio carattere. Vi basti sapere che persino la data del nostro matrimonio e' stata decisa in base all'hanami (fioritura dei ciliegi). 


Siamo stati in Giappone un paio di volte, la prima volta in estate, poi per il nostro viaggio di nozze. Si dice che i giapponesi siano seriosi, chiusi e stereotipati, beh, io li ho trovati meravigliosamente disponibili, educati, orgogliosi del proprio ruolo nella societa', qualsiasi esso sia...

Dal Giappone ho portato con me tante cose, la maggior parte, le conservo negli occhi, nel palato, nelle narici...
L'odore del Giappone, mi disse prima di partire una mia amica, e' il profumo di takoyaki che pervade le strade di Kyoto; il colore del Giappone e' per me il bianco abbagliante dei fiori di ciliegio che si staglia su un cielo azzurro intenso. 
Cucinare giapponese e', per me, un modo per far rivivere quei momenti preziosi nell'attesa di un nuovo viaggio..

 

Ingredienti:

tre cups (circa 400g) di riso giapponese*
1 bicchiere di aceto di mele
4 cucchiai di zucchero di canna
4 cucchiaini di sale marino
1 avocado maturo
surimi
un filetto di salmone**
una confezione di nori (fogli di alghe essiccate)
un tubetto di wasabi


Preparazione riso
Lavare il riso in una ciotola con acqua fredda fino a quando l'acqua non risulti limpida. Versare il riso lavato nella cuociriso (tra le migliori e piu' frequenti in Giappone ci sono le Zojirushi, fate un giro in internet per vedere se ne trovate una!), aggiungere la quantita indicata di acqua e lasciar cuocere. Se non si dispone di una cuociriso, prepararlo in una casseruola aggiungendo per ogni tazza di riso due tazze di acqua, chiudere il coperchio e lasciar cuocere fino a quando l'acqua non e' stata tutta assorbita. 
Mentre il riso cuoce preparare la soluzione di aceto: versare un bicchiere di aceto di mele in un pentolino, aggiungere 4 cucchiai di zucchero di canna e 4 cucchiaini di sale marino; una volta sciolti zucchero e sale togliere dal fuoco e lasciar raffreddare (NB. la soluzione di aceto deve essere fredda quando si versa sul riso).

Una volta terminata la cottura del riso, versarlo ancora caldo nell'hanghiri (contenitore circolare di legno di cipresso che serve per far raffreddare il riso) o in un altro recipiente, preferibilmente di legno.
Versare la miscela di aceto sul riso smuovendolo delicatamente  con un cucchiaio di legno piatto per farlo raffreddare e per far si' che l'aceto possa evaporare con piu' facilita'. Per evitare che il riso sia asciughi troppo ammucchiarlo da un lato del contenitore e coprire con un panno umido.

Preparazione del salmone
Se non si e' riusciti a trovare una pescheria in grado di tagliare il pesce procedere in questo modo: lavare il filetto di salmone e metterlo in un piatto coperto di sale fino per circa 30 minuti. Scaduti i 30 minuti, lavare bene il filetto e immergerlo in aceto di mele per qualche ora (NB. Queste operazioni conferiscono una parziale marinatura al pesce,  si possono evitare se si vuole assaporare il pesce completamente crudo).
Terminata la marinatura talgliare il filetto in tre rettangoli e ognuno di questi in fettine non troppo sottili.

Preparazione dei nighiri
Bagnare la mano destra con la soluzione di aceto di mele (servira' a non far attaccare il riso alla mano), quindi prelevare una piccola quantita' di riso e modellarla, facendola ruotare nell'incavo della mano, fino ad ottenere una polpetta oblunga. Con l'indice della mano sinistra prendere una piccola quantita' di wasabi e spalmarlo sulla fettina di pesce. Premere il riso sul pesce ed esercitare una leggera pressione sulla polpetta senza schiacciarla; compattare quindi il riso comprimendolo con delicatezza fra pollice e indice.



Preparazione dei maki
Adagiate un foglio di alga nori (con la parte lucida rivolta verso il basso) sul bordo inferiore del makisu (stuoia di bambu'). Con le dita inumidite nella soluzione di aceto sistemare il riso sull'alga, lasciando libero il bordo superiore, in modo da ottenere uno strato sottile e compatto di riso. Sporcare il riso con un po' di wasabi e sistemare al centro del riso una fettina di avocado e un bastoncino di surimi. Coprire tutta la lunghezza dell'alga. Ripiegare il bordo del maki su se stesso , arrotolandolo con cautela assieme alla stuoina. Continuare ad arrotolare il maki facendo scorrere la stuoina in avanti; esercitare una leggera pressione con le dita per conferire un aspetto squadrato. Trasferire il maki su un tagliere e tagliarlo in 6 pezzi di uguali dimensioni utilizzando un coltello con la lama inumidita. 




* se non si dispone di riso giapponese si puo' utilizzare Originario o Arborio; l'importante e' che il chhicco sia piccolo e rotondo
**ricordatevi che il pesce deve essere sempre abbattuto, ci sono varie pescherie che procedono sia all'abbattimento che alla preparazione a fettine del pesce, chiedete alla vostra pescheria di fiducia

Note
Se vivete a Roma il posto migliore dove trovare gli ingredienti per una perfetta cenetta giapponese e' di certo Piazza Vittorio e dintorni. In particolar modo io mi trovo bene al Korean Market di via Cavour 84 (http://utenti.multimania.it/koreanmarket/). Se invece quello che cercate sono gadgets, capi di vestiario e articoli per la cucina provate alla Giapponeria Sakurashu di via Ceneda 13, oltre agli immancabili mercatini giapponesi che si tengono di tanto in tanto al Circolo degli Artisti (www.circoloartisti.it)

Muffin Double Choccolate

E' vero, ho una vera e propria fissazione per i muffin! Che siano dolci o salati non importa l'importante è che siano muffin. Perchè diciamolo sono esattamente della misura giusta per essere gustati, dando quella soddisfazione al palato che non stanca ne' esagera (tranne forse quando si sfornano 20 muffin e si è solo in due :) )
Il muffin per antonomasia è secondo me quello ai mirtilli, dolcemente vanigliato e fruttato nello stesso tempo, ma come forse avrete capito, la mia dolce metà è un fervente sostenitore del ciccolato fondente quindi dopo averlo utilizzato come cavia di mille esperimenti mal riusciti non potevo non ripagarlo con una ricettina al cioccolato...anzi al doppio cioccolato!






Ingredienti:

250gr di farina 
100gr di zucchero 
una bustina di lievito in polvere 
120gr di burro fuso 
2 uova
200gr di cioccolato fondente  
estratto naturale di vaniglia
6 cucchiai di latte

Preriscaldare il forno a 180° e rivestire con i pirottini di silicone uno stampo per muffin. Mescolare assieme gli ingredienti secchi: farina, zucchero e lievito. In un'altra ciotola mescolare gli ingredienti liquidi: il burro fuso, le uova, 120gr il cioccolato fondente che avrete fatto fondere a bagnomaria con un cucchiaio di latte, la vaniglia e il latte rimasto. Unire assieme i composti e lavorare velocementesenza mescolare troppo. Infine tagliare a tocchetti il cioccolato al latte ed aggiungerlo all'impasto. Riempire per due terzi lo stampo per muffin e cuocere per 20 minuti.

Risotto Finocchi e Provola

La cosa piu' bella nel diventare adulti è scoprire di essere riusciti, in larga parte, a diventare la persona che si voleva essere un tempo.
"E capii che nella vita non volevo diventare come certe persone, e avrei cercato con tutta la mia forza di essere come certe altre."



Questa frase, letta tanto tempo fa, mi è rimasta impressa nella mente più di altre e mi si è parata di fronte agli occhi ogni volta mi son trovata di fronte ad un bivio. Ed al bivio ho scelto di vivere rispettando non solo le persone, ma anche il loro lavoro, il loro impegno, i loro sogni.
Nella vita quotidiana questo si traduce in mille piccole azioni tra cui quella di appartenere ad un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) [www.retegas.org]. Produttori locali, per ridurre l'inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto e solo frutta e verdura di stagione. Chiaramente, come in tutto, si deve scendere a qualche compromesso...niente risotto alle fragole in inverno e, nel nostro caso, chili di finocchi che per svariate settimane occupano tutti i cassetti del frigorifero!
Quindi, dopo aver provato nell'ordine: finocchi in pinzimonio, gratin di finocchi, sformato di finocchi,
oggi proviamo a farci il risotto!!
Tutto questo preambolo per un semplice risotto, direte voi?? Beh sì, in fondo mettersi ai fornelli è solo l'ultimo atto di una profonda riflessione interna! :)


Risotto Finocchi e Provola








Ingredienti (per due persone)


100 g di riso arborio
2 finocchi di piccole dimensioni
1/4 di cipolla
vino bianco
1/3 di provola
brodo
una manciata di parmiggiano grattuggiato
olio, sale, pepe


Sminuzzare la cipolla e farla soffriggere nell'olio caldo fino a quando non risultera' imbiondita. Tagliare a listarelle sottili i finocchi, togliendo la parte centrale piu' dura, e aggiungere al trito di cipolla. Fare appassire i finocchi quindi aggiungere una spruzzata di vino bianco e lasciare sfumare. Lasciare insaporire il riso nei finocchi aggiustati di sale e pepe e cuocere aggiungendo il brodo poco alla volta. A cottura ultimata mantecare con il parmiggiano e la provola tagliata a pezzetti. 

Taralli pugliesi


Se c'è una cosa che riesce a mettermi di buon umore dopo un'interminabile giornata di lavoro è trafficare tra i fornelli sgranocchiando taralli accompagnati da un buon calice di vino bianco! La loro fraganza e quel meraviglioso profumo di olio li rendono semplicemente irresistibili! Perciò, quando quest'estate abbiam conosciuto le due sorelline di Martina Franca, in Puglia, Laura e Graziellina non mi sono fatta scappare l'occasione ed ecco qui la ricetta dei famosi taralli pugliesi da due pugliesi DOC dalla risata contagiosissima!!









Ingredienti:

500g di farina
100g di olio evo
vino bianco qb
una presa di sale

Disporre la farina a fontana aggiungendo nel centro l'olio e una presa di sale. Versare il vino bianco poco alla volta lavorando con le mani la farina fino a quando la pasta non diventa liscia ed elastica. Formare con l'impasto una palla, coprire con un canovaccio e lasciar riposare per circa 30 minuti in un ambiente non troppo freddo. Preriscaldare il forno a 200°C quindi lavorare per qulache minuto l'impasto su un piano non infarinato formando dei cordoncini di circa 1 cm di diametro. Tagliare i cordoncini ogni 8 cm circa, prendere le estremità e chiuderle formando un anello. Adagiare gli anelli su una teglia rivestita di carta da forno  e infornare  fino a quando non saranno dorati uniformemente.

I taralli possono essere aromatizzati con un gran numero di vari ingredienti da aggiungere nelle prime fasi dell'impasto: pepe, peperoncino e semi di finocchio sono le più comuni ma per renderli ancora più fiziosi provate con olive nere o pomodorini secchi sminuzzati!

e un giorno...un ghiribizzo



Comincia da qui...la scoperta del cibo attraverso un libro. Scorrere sulle pagine ingiallite parole sconosciute che evocano profumi e sapori di terre lontane.  Immaginarne la consistenza al palato, l'odore pungente che penetra nelle narici, i colori brillanti che riempiono gli occhi. E cominciare una ricerca che inevitabilmente mi porta in cucina...

Crumble alla marmellata di mirtilli neri


Devo dire che quello per i crumble è un amore recente nato un paio di mesi fa quando ho scoperto l'esistenza di questa pasta frolla "sbriciolata". Da allora sto provando praticamente qualsiasi ripieno!!! Veloci, semplici e buonissimi hanno davvero tutte le qualità. Questa è la variante con la marmellata di mirtilli neri (IKEA) che personalmente adoro. Potete usare una teglia da crostata classica o tante piccole cocotte (come quelle che ho usato io) e preparare dei crumble monoporzione.











Ingredienti:
300 gr di farina
100 gr di zucchero
100gr di burro
1 uovo
1 bustina di vanillina
una bustina di lievito
un pizzico di sale
marmellata di mirtilli neri


Mischiare in una ciotola la farina, lo zucchero, la vanillina, il lievito e un pizzico di sale.
Aggiungere agli ingredienti secchi il burro fuso e impastare con le mani. Aggiungere un uovo leggermente sbattuto e lavorare con le mani fino ad avere un impasto "sbriciolato". Imburrare le cocotte monoporzione e in ognuna trasferire 3 cucchiai di impasto sbriciolato. Aggiungere al centro dell'impasto un cucchiaino colmo di marmellata e comprire con 1-2 cucchiai di pasta. Infornare in forno preriscaldato a 180°C per circa 20-25 minuti. Una volta sfornati, lasciar raffreddare quindi guarnire con zucchero a velo e frutti di bosco.





Girandole al Profumo di Cannella e Cioccolato



Ho sempre avuto un debole per i dolci americani: cheesecake, pancake, muffin, crumble, ma nulla regge il confronto con le cinnamon rolls. Per anni ho cercato una ricetta in grado di far rivivere quel profumo e quel sapore fino a quando non mi sono imbattuta nel  MERAVIGLIOSO blog "La ciliegina sulla torta". La ricetta e' stata  modificata solo un po' da me! Via la glassa che mi lascia sempre le dita appiccicose e un po' piu' di zucchero nell'impasto per cominciare la giornata con ancora piu' dolcezza (se e' possibile!), ma soprattutto, variante al cioccolato, per rendere felice anche mio marito, che con la cannella proprio non va d'accordo!!!


Ingredienti:


Per l'impasto
500g di farina 
100g di zucchero
60g di burro fuso
un bicchiere di latte tiepido
1 bustina di lievito di birra
un pizzico di sale


per il ripieno
50g di zucchero di canna
1 cucchiaino cannella  


oppure


50 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di cacao amaro e cioccolato fondente in scaglie


Sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido quindi aggiungere alla farina setacciata tutti gli altri ingredienti ed azionare l'impastatrice per una decina di minuti. Quando l’impasto risultera' liscio ed elastico versarlo su un piano infarinato e lavorarlo a mano per circa 5 minuti. Formare una palla con l’impasto, coprirlo con la pellicola e lasciar lievitare in un luogo tiepido per un paio d'ore o fino a quando non raddoppia di volume. Trascorso questo tempo, versare l’impasto sulla spianatoia infarinata, lavorarlo a mano per ancora qualche minuto quindi  stenderlo a formare un quadrato spesso circa un centimetro e mezzo. A questo punto spolverare sulla pasta stesa lo zucchero mescolato alla cannella o lo zucchero mescolato con il cacao amaro e le scagliette di cioccolato fondente facendo attenzione a lasciare il bordo di un centimetro libero da zucchero. Arrotolare l’impasto e sigillare il lato aperto con dell'acqua. Utilizzando un coltello affilato, tagliare il rotolo a fette di circa 1,5-2 cm. Adagiare le fette su una teglia rivestita di carta da forno facendo attenzione a distanziarle bene l’una dall’altra. Rimettere la teglia nel forno spento e lasciar lievitare per circa 1 ora. Infornare a 180°C fino a quando non saranno dorate a questo punto sfornarle e lasciarle raffreddare. Se tenute in sacchetti chiusi ermeticamente rimangono morbide per alcuni giorni.